Statuto

Articolo 10

Dei Custodi delle Magioni e della Compagnia

 

1) I Custodi delle Magioni e della Compagnia sono eletti dal Capitolo Generale, a maggioranza dei presenti, su proposta del Gran Cancelliere, sentito il Consiglio dei Reggenti e il Vescovo di San Miniato. Durano in carica tre anni, sono rieleggibili e destituibili con motivata delibera del Consiglio dei Reggenti.

 

2) I Custodi delle Magioni governano presso la Magione assistiti dal Consiglio della Magione, che viene nominato dal Custode stesso. I confratelli del Consiglio della Magione

durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Sono destituibili con motivata delibera del Consiglio dei Reggenti.

Il Custode della Compagnia cura i rapporti interni ed esterni della Storica Compagnia e dura in carica tre anni ed è rieleggibile e destituibile con motivata delibera del Consiglio dei Reggenti.

 

3) Il Consiglio della Magione è assistito dal Cappellano della Magione nominato dal Vescovo del luogo, su presentazione di una terna proposta dal Consiglio della Magione, previo parere del Consiglio dei Reggenti.

 

4) Ogni Magione risponde sia legalmente che economicamente per quanto disposto dal proprio Consiglio e deve avere una sua normativa interna, approvata dal Gran Cancelliere, non in contrasto con il presente Statuto.

Ogni Magione provvede alla riscossione delle quote annuali stabilite dal Capitolo Generale della Compagnia e ne trasmette un terzo alla Gran Cancelleria per le necessità della Compagnia, unitamente alle quote annuali per le associazioni di cui fa parte. E’ data facoltà ai Custodi, in casi particolari, di esentare singoli membri dal versamento della quota spettante alla Magione.

 

Articolo 11

Dei rapporti con l’Ordinario Diocesano

 

1) La Storica Compagnia, in quanto Associazione privata di fedeli cattolici, fa sue le direttive pastorali dei Vescovi incoraggiando i propri aderenti a mettere a disposizione della Chiesa le loro capacità. Mantiene inoltre un particolare legame con il Vescovo di San Miniato in forza del riconoscimento ricevuto.

 

2) Gli aderenti si impegnano in modo responsabile e creativo nella propria Chiesa Diocesana, coinvolgendosi attivamente nei progetti pastorali della propria Diocesi e condividono il progetto pastorale diocesano, in un atteggiamento costante di ascolto e dialogo con il proprio Vescovo.