San Marcellino – Ontraino

Questa piccola cappella fa parte di un ex podere situato lungo la strada che collega la località di Ontraino a quella di Roffia.  Le prime notizie che si hanno a riguardo di questo oratorio dedicato a San Marcellino Martire e Papa risalgono al 13 novembre 1694, quando viene visitato dal Vescovo Carlo Cortigiani; in quest’occasione si viene a sapere che la cappella è ben tenuta ed è di proprietà dei Franchini di San Miniato, possedimento che viene ribadito anche nelle successive visite pastorali del 1698, del 1705 e del 1714. Dalle relazioni di quest’ultime visite emergono varie notizie riguardanti la cappellina di Ontraino. Nel 1705 viene detto che, oltre a San Marcellino, la cappella è dedicata alla Vergine, ma poi, negli scritti successivi, non ne troviamo più il riscontro. Sempre a questa data viene scritto che vi è una reliquia del santo, composta da varie parti d’osso che venne autenticata il 3 ottobre 1679 e posta in una capsula dorata nel gennaio 1691. Da queste informazioni si può dedurre che la cappella risalga al 1679/80, poiché, essendo San Marcellino un santo poco conosciuto, è probabile che i Franchini abbiano commissionato la costruzione della cappella dopo averne ricevuto la reliquia. Dal 1714 in poi non abbiamo notizie di questa chiesetta fino a un secolo dopo, quando il canonico Pietro Galati, delegato di Mons. Pietro Fazzi, visita San Marcellino di patronato Morali, il 24 maggio 1814, trovandolo in buono stato, sia all’interno che negli ornamenti, di cui vi è un elenco. Si scopre che la cappella era corredata da un campanile con tre campanelle, oggi totalmente scomparso; la pala d’altare rappresentava un’immagine della Vergine con bambino e San Marcellino. Nel 1822 un altro delegato del Vescovo Fazzi, il canonico Piccardi, visitò nuovamente la chiesetta d’Ontraino, di nuova proprietà Conti, dando solo qualche ordine di riparazione. Durante gli anni di patronato Conti, la cappella subisce un leggero declino. Il 20 novembre 1868 il relatore di Mons. Barabesi scrive che la proprietà del podere e il conseguente patronato della cappella è del Barone Sonnino di Castelvecchio presso Cigoli. Proprietà confermata anche nella relazione del 1914, probabilmente assimilando i Sonnino con i duchi Somma, che, grazie al matrimonio con una Sonnino nel 1900, ne avevano ottenuto le proprietà. L’oratorio risulta in uno stato mediocre, peggiorando poi nel 1931 (patronato Somma) quando viene addirittura interdetta finché non sia restaurata. L’interdizione viene confermata nel 1936 e, dalle relazioni del parroco degli anni ’50, si comprende come i lavori di restauro non siano ancora iniziati. Oggi la chiesetta è completamente restaurata e visitabile grazie alla famiglia Becattini.